A seguito delle decisioni sempre più incomprensibili prese nei giorni scorsi dai vari governi, ho avuto parecchie discussioni con persone che non riescono a capire che cosa sta succedendo. E, a un certo punto, tutti mi fanno la stessa domanda:

Perché il governo non dovrebbe volere il nostro bene? In fondo, è interesse loro che l’economia vada bene. Se l’economia va bene, la gente paga più tasse, lo Stato va meglio, i politici vengono rieletti e tutto va per il meglio!

Per capire perché i governi non vogliono sempre il nostro bene, diamo uno sguardo più da vicino ai sistemi politici dei diversi paesi. Questi sistemi rientrano in due grandi categorie, la Repubblica e l’Impero.

La Repubblica è spesso una piccola nazione, senza risorse naturali e spesso con problemi significativi (clima rigido, inondazioni, ecc.). La Repubblica vive principalmente di commercio e la prosperità della Repubblica deriva principalmente dal lavoro dei suoi cittadini.

Nella Repubblica troveremo una serie di elementi ricorrenti:

  • Un dibattito politico molto vivace e molto pragmatico, incentrato su questioni pratiche (l’ammontare delle tasse, i lavori da fare in priorità, come spendere i soldi, ecc.)
  • Il rispetto della legge da parte dei cittadini.
  • Delle città e delle infrastrutture ben tenute
  • Un tasso di criminalità molto basso
  • Un tasso di disoccupazione molto basso
  • Un clima sociale piuttosto tranquillo.

Esempi di repubbliche, presenti o passate:

  • Firenze, durante il Rinascimento
  • Genova, durante il Rinascimento
  • Venezia, durante il Rinascimento
  • La Svizzera
  • La Germania federale
  • I Paesi Bassi
  • Il Belgio
  • Gli Stati Uniti, fino alla prima guerra mondiale

L’Impero è una nazione molto grande, con molte aree rurali e molte colonie, con molte risorse naturali e un clima ottimale. L’Impero vive principalmente dell’estrazione e dell’uso delle sue risorse naturali.

Un Impero è diviso tra un centro, che gestisce il commercio delle risorse naturali, e una periferia dove queste risorse naturali vengono prodotte.

Uno dei problemi degli imperi è la gestione della popolazione in periferia: questa popolazione non è realmente utile all’Impero, perché la ricchezza dell’Impero non proviene dalla popolazione, ma dalle risorse naturali. Quindi tutte le politiche dell’Impero saranno finalizzate alla gestione di questa popolazione, in modo che non interferisca con l’attività di estrazione delle risorse naturali da parte del Centro.

Anche nell’Impero (o meglio nella sua periferia), troveremo una serie di elementi ricorrenti:

  • Un dibattito politico assente o fortemente stereotipato. Se esiste, il dibattito politico si cristallizza attorno a pochi leader carismatici e diventa una lotta tra i clan (o partiti) che sostengono i vari leader. Lo scopo di questo dibattito politico è quello di tenere occupati i cittadini mentre il Centro estrae le risorse, evitando accuratamente le questioni pratiche.
  • Uno scarso rispetto delle leggi da parte dei cittadini. Nell’Impero, tutti sanno che le leggi vengono da un centro di potere lontano, a cui non interessa la realtà del territorio in cui queste leggi si applicano.
  • Delle città e delle infrastrutture fatiscenti. Le città e le infrastrutture forniscono il minimo indispensabile per la vita e il lavoro delle persone, ma niente di più. Se nella repubblica bisogna attrarre i talenti e offrirgli un luogo interessante in cui vivere, nell’Impero non c’è bisogno di attrarre talenti verso la periferia.
  • Un tasso di criminalità molto alto. Lo stato può mantenere una struttura amministrativa minima e delegare il controllo del territorio alle mafie locali.
  • Un tasso di disoccupazione molto alto, accompagnato da alcuni ammortizzatori sociali (indennità di disoccupazione o lavori fittizi)
  • un clima sociale piuttosto teso, con frequenti rivolte.

Un vantaggio degli imperi è che si possono avere ampi spazi di libertà se si accetta di essere lontani dai centri di potere e dai luoghi di estrazione delle risorse. Auvergne e Creuse in Francia, i piccoli villaggi abbandonati in Italia, il Midwest negli Stati Uniti sono luoghi interessanti per vivere alle periferie degli imperi. Se si accetta di vivere senza le infrastrutture e le comodità del mondo moderno, e non si impedisce l’estrazione di risorse dal Centro, si può vivere come si vuole, senza troppe preoccupazioni.

Esempi di imperi, presenti o passati:

  • L’Impero Romano (con un centro a Roma)
  • Francia (con sede a Parigi)
  • Inghilterra (con sede a Londra)
  • Italia (con un centro tra Torino e Milano e un secondo centro molto più piccolo a Roma)
  • Russia (con un centro a Mosca e un secondo a San Pietroburgo)
  • Gli Stati Uniti dopo il 1945 (con due centri, a New York e Los Angeles).

Dal 2000 c’è stata una guerra tra diversi imperi, per conquistare repubbliche e altri imperi. Le repubbliche e gli imperi più piccoli (in particolare Italia, Spagna, Grecia) sono stati fagocitati da quelli più grandi (in particolare Francia, Germania, Cina e Stati Uniti).

Inoltre, i centri di potere, che prima avevano le dimensioni di intere città, ora si sono ridotti alle dimensioni di un quartiere: il centro del potere francese, che prima copriva l’intera città di Parigi, ora occupa un piccolo spazio tra il XVI e il XVII arrondissement, e il resto della città è solo un’enorme periferia.

Quindi, la prossima volta che ti chiedono, « Perché lo stato non si prende cura di noi come cittadini e lascia che tutto vada in malora? » La risposta è « Perché siamo alla periferia di un impero! »